mercoledì 15 ottobre 2014

TUTTO NUOVO TUTTO VECCHIO

Alluvione. Inquinamento. Pestilenze. Ma sotto che campana c'è da mettersi per pararsi? Le zone franche non ci sono, ovunque qualcosa ci raggiunge,distrugge la precaria stabilità. Tutto in affanno. Tutto in salita. Non c'è ombra, riparo, tregua. Ecco, una tregua, ci serve un attimo di respiro. Ma che disordine universale? Dante ci avrebbe messo nei transgenici, quelli che riescono a mutare natura innestandosi con la plastica, o altro materiale pericoloso alla nostra biosfera, ma comunque di facile reperimento: siamo figli della rivoluzione industriale. I danni che stiamo provocando ci fagociteranno. Dobbiamo essere realisti, o illusi? Ad essere illusi, ci speri che tutto si può cambiare; ma ad essere realisti, capisci che non ce la faremo. La virtù del paradiso non arriverà mai a competere col potere della modernità, il nuovo infermo. Se Dante vedeva il fuoco, io vedo pile di materiali di cui non ci potremo disfare, e che saranno i nostri nuovi gironi. Il piano delle scorie nucleari, il piano delle pile esauste, il piano delle buste di plastica. La Cosmari è il nuovo Caronte. Senza parlare degli Untori di nuova generazione che, non hanno il becco ma mascherine tecnologiche, ma ai fatti fanno la stessa cosa: accertano decessi. Non saremo mica all'alba di un nuovo rinascimento,con un dazio altissimo da pagare? Gli appestati, i fondamentalisti che sembrano tutti Savonarola, Jack Sparrow che solca, non mari di acqua ma di scorie che diventano i nuovi tesori. Tutto nuovo e tutto vecchio. La storia si ripete, non c'è I-pad che tenga. Ci regalassero almeno un nuovo Leonardo.

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