giovedì 3 settembre 2015

PRETENDIAMO UOMINI VERI

Vado su una montagna, sono arrivata a questa conclusione, non sono adatta alla comunità, siccome la clausura è il concatenamento di troppi cicli mestruali che si incrociano, opto per l'eremo. Ci sono giorni in cui gli uomini mi stanno sulle palle. Vivono di autocelebrazioni, la storia è la testimonianza delle loro follie all'apoteosi, se così non fosse, non avremmo né le Piramidi, né il Colosseo; abbiamo perso i Giardini Pensili per mala gestione cameratesca. Si gongolano sul loro ego cigolante, perdendo di vista le priorità: fanno la fine dei conigli. I nostri uomini italici sono progettisti di piramidi ologramma, in compenso però ci stiamo riempiendo di uomini di culture a noi distanti, che popolano tavoli di bar nelle ore in cui si dovrebbe essere produttivi, i quali sfidano con sdegno e dispregio le donne europee; il mio disappunto è come per le mosche. Divento furiosa, da una parte abbiamo uomini rincoglioniti dalle loro piramidi giocattolo, oratori assidui di gesta prive di ogni interesse o eroicita'; dall'altra, stanno prendendo piede uomini, che le nostre madri hanno combattuto e vinto con guerre ideoligiche estreme, che a casa nostra ci considerano con spregio, irrispettosi negli sguardi e nei modi. Entrambe i tipi non sono uomini veri, sono uomini che colmano dei deficit infimi. Oriana diceva che ci sono momenti in cui tacere diventa una colpa; mi pare di capire che questo è uno di quelli. Che gli uomini diventino veri uomini, e che le donne li pretendano! Ditelo!

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