venerdì 21 agosto 2015

ANNIBALE HA BUSSATO

Tutti ci scegliamo. Uomo/donna, amica/amica, amico/ amico, capo/sottoposto. Ci scegliamo per esclusione, per caso, per ripiego, per compagnia, per associazione, per merito, per simpatia, per antipatia, per comodità, per vicinanza, per tolleranza, per forza, per debolezza, per rispetto, per compassione, per opportunismo, per stanchezza, per sicurezza, per istituzione, per geografia, per odori, per mezzi, per concorso, per malinconia, per calcolo, per miseria, per povertà. Qualunque sia il caso qui elencato e non, siamo una serie fortuita di caso/scelta. Il caso dell'individuo, la scelta della circostanza. Quasi mai ci si sceglie per volere, per elezione, per consapevolezza. Tutto accade ad interim, senza avere il tempo di un rewind, per valutare come, quando o perché. Ci si trova in mezzo a situazioni, relazioni, posizioni e ruoli, in contumacia, condannati anche se il fatto non sussiste, gravati di figure e situazioni non corrispondenti alla realtà di ognuno, ma assorbiti per vicinanza, per consumo, per legame. Ti trovi con Annibale alle porte, e non sai come ci è arrivato, non lo hai scelto, ma una serie di circostanze/caso, lo hanno condotto al tuo uscio. Ci si dovrebbe scegliere solo per elezione, la preferenza è una scelta vagliata fra tante, è cercare ciò che fa per te, che assume le tue sembianze, il tuo mondo, e il tuo modo. Eleggersi e mantenere la reggenza per merito e scelta, invece che franarsi addosso e subire la paralisi del caso ha voluto. Ma Annibale ha già bussato, e si salvi chi può.

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