giovedì 27 novembre 2014

SARCOFAGO

Leggo il dizionario. Lo sanno tutti ormai. Ognuno ha le sue di stranezze, No? Leggo il dizionario perché voglio sapere quello che dico, e voglio che quello che dico sia esatto. Il linguaggio è l'unico campo in cui sono pignola. Per il resto non me ne frega niente, della serie fate quello che vi pare, basta che non facciate rumore. Sarcofago: pietra che divora le carni. Interessante, non è la deposizione di un corpo, piuttosto il termine ha un significato attivo, cioè la pietra che mangia la carne. Ovviamente un corpo morto fa il suo decorso ovunque, ma l'idea del sarcofago, mi ha fatto pensare a delle menti che volontariamente si ripongo in contenitori chiusi, stagni, adatti a farsi mangiare idee e sentimenti. Ognuno ha il suo di sarcofago. Per alcuni è l'ambiente, per altri un pregiudizio, lo status sociale, un vizio, o qualsiasi altra cosa vi venga in mente, che sia in grado di riporre ed inibire con perizia un cervello attivo, funzionante, in uno passivo, e privo di idee; o come per il sarcofago, capace di farselo mangiare. Il surmenage di stimoli, di lavoro, di convenzioni, ob torto collo diventa il sarcofago dove seppellire vive le proprie facoltà intellettive, nei miei incubi peggiori c'è la tatofobia, la paura di essere sepolta viva, vedo cervelli sepolti e i legittimi proprietari tranquilli, senza farsi prendere dal panico. Probabilmente non sanno il significato di sarcofago e tatofobia, altrimenti non si farebbero mangiare il cervello vermi sociali, diffusi, comunissimi, ma comunque letali.

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