lunedì 24 novembre 2014

DIVAGANDO

Settimana intensa. Tanti incontri, tanta gente, tanti modi di fare e pensare. Alcuni simili, altri opposti, alcuni ammirevoli, altri da evitare. Gente a confronto. Il confronto si fonda sul principio di comparazione, rispetto ad un modello, o ad una unità di misura per lo più arbitraria. L'università di modi, e fare, non può essere ponderata; ogni zona geografica, ed ogni persona ha un tribunale e una giurisdizione nella testa. Dunque sulla base di cosa, giudichiamo coloro che possiamo incontrare ogni giorno? Il giudizio nasce dalla propria esperienza: riduttivo se l'età e le esperienza sono poche, articolato e più strutturato,se l'età e l'esperienza sono maggiori. Spesso ci sono sfumature, e modi, che non possiamo capire a cagione della nostra limitata vita. La cultura e la geografia, incidono assai a capire quale emisfero mentale sia abitato. Ma a volte gli individui, pur parlando la stessa lingua, e pur vivendo nella stessa latitudine, non si comprendono comunque. E' la dimostrazione che siamo poco tolleranti, o poco propensi ad accettare una diversità di modi e di pensieri. Il nostro tribunale mentale, ha già sancito un editto universale che debba andar bene a tutti. Nella legalità presunta della nostra costituzione, comdanniamo o assolviamo persone loro malgrado. Nessuno che dica: scelgo di non giudicare. Non riusciamo a lasciare una data circostanza, o persona, senza la circonferenza netta della sentenza. Nel perimetro del caso si genera giudizio. Quello che non lascia scampo e non tiene conto delle attenuanti. Un tribunale arbitrario, che poco compara e molto condanna. Forse una ripassata al libro del buon senso non sarebbe male. Buona settimana.

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