lunedì 27 ottobre 2014

CAST AWAY

Ci sono andata; ieri ho visto il film su Leopardi. Sapete che vi Dico? Per tutelare un genio è meglio non andarne a cercare tante. Sono uscita dalla sala cinematografica spossata. Ho fatto una fatica pazzesca. Mi sono sentita tutti i dolori e le miserie della sua malattia. Fra il genio della mente, e la meschinità del corpo non c'è convergenza, siccome le due non si possono incontrare, perché di natura troppo diversa, e sorti disparate, io preferisco tenere l'infinito nella mente non riducendolo alle sue incontinenze. Spesso, il corpo e la voce , non sono all'altezza del pensiero, specialmente se geniale. La natura non ha un vaso adorno tanto quanto il contenuto, quindi se il corpo svilisce l'anima, meglio non conoscerne le vergogne, e mantenere il distillato di tanta profonda conoscenza e saggezza, come fossero di natura extracorporea. Mi piace pensare all'opera di Leopardi, come dettata da un oracolo incosustanziale. Una sorta di anemofilia letteraria, impollinazione ventosa di poesia, che corre per la terra senza la limitazione di un corpo finito, chiuso a se stesso, dilaniato da una sorte avversa. Egli stesso non volle mai far considerare la sua opera quale prodotto della sua malattia, ma della sua mente. Non si sbagliava quando diceva che una massa di incapaci, non poteva generare una società di adatti. Qualcuno si sente di dargli Torto? Il punto è che non siamo onesti tanto quanto lui, e così ci inganniamo dentro a corpi sani, con pensieri gobbi, difettosi, ciechi, e il naufragar dolce di questo mare, mutera' in Cast Awey.

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