giovedì 19 giugno 2014

VUOTO A PERDERE

Quando temiamo qualcuno, è perché a questo qualcuno abbiamo concesso potere su di noi. Hesse. La paura, o il timore, garantiscono il salva condotto al potere, istituzionale, emotivo e sentimentale. L'ombra della punizione, la perdita, la posizione sociale, economica, politica, pongono, sortilegiando l'anima, nel gradino dell'inferiorità, relegano, in contumacia, dentro al senso di inadeguatezza, sentimento che lascia il campo libero all'altro di usare e maggiorare il proprio potere, screditando l'individuo. Il potere che per statuto abbiamo tutti è lo stesso, il libero arbitrio, la libertà di fare e pensare entro il limite del rispetto della libertà di ognuno. Basta; nessuno nasce schiavo di niente se non delle proprie insicurezze, nessuna posizione di svantaggio che non ci assegnamo da soli. La suggestione di cui siamo fautori ognuno per sé, crea la trappola del timore dell'altro. Di chi si dovrebbe aver paura? Di nessuno, nessuno è all'altezza, nessuno colma la misura ideale, quindi? Nonostante il pugno di polvere che occupiamo, qualcuno riesce ad impressionare talmente tanto l'altro da porlo in una posizione sottoposta, quasi umiliante. MAI!! Fraintendere il rispetto per un ruolo o una carica, con il timore ammorbante significa relegare potere improprio o non spettante, a chi di certo lo userà per trarne un vantaggio, se non altro per sentirsi bottiglia da un litro, anziché 750ml. Sempre bottiglia sei, e sempre che ti rompi, e ti svuoti, e ti riempi di calcare e di impurità, e sei funzionale per un uso temporaneo. Dare potere ad un vuoto a perdere? Ma su.. Cambiate Dio, cambiate forma. Vuoto a perdere Gallery

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