martedì 17 giugno 2014

GAME OVER

Uno ammazza moglie e figli. Quello ammazza solo la moglie. L'altro la convivente. Un enorme videogioco interattivo, dove ognuno porta avanti la sua missione senza motivi reali, così per gioco. Questo il conto che si fa della vita adesso, nessuno. Non vale, non vale niente e nessuno. Si andava in guerra ad ammazzare il nemico, per la terra, per la patria, adesso si ammazza per capriccio, per noia, per vigliaccheria. Partendo dal presupposto che, ammazzare è una bestialità in ogni contesto, ora siamo a livello vermi. Non si tratta di sopravvivenza: o io o tu; no si tratta di fastidio. Cioè l'altro infastidisce, come una mosca, allora che fai? Lo ammazzi. -Eh però, poteva andare a volare da un'altra parte no?! Per campare devi avere la compiacenza di non intralciare i piani di nessuno, perché quando qualcuno ti dice:-ti ammazzo, lo fa veramente. Da dove bisogna ricominciare? Da quello che è l'insegnamento più scontato, ma meno praticato che si possa apprendere, il RISPETTO, per la vita e per gli individui. Ricominciare dall'ovvio, dal confine che la natura ha stabilito dalla genesi, il corpo che non si viola. Il corpo è il confine per tutti, quel confine non si varca, quando si dice che è sacro significa inviolabile, il santissimo in carne ed ossa, la cui cortina è rappresentata dalla pelle, la tenda che non si può oltrepassare, perché oltre giace il sommo peccato. Compiuta l'azione non si hanno altre chance come nei videogame. Nella realtà, tutto accade per la prima e ultima volta, miracoli e stragi, nessun altro rewind. Nessun eroe di scorta a riprendere l'azione da dove ti fa comodo. Pensa e senti come un animale eretto, oppure sparisci nella terra verme schifoso. GAME OVER. Gallery

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