martedì 10 giugno 2014

Rumore

Gestiamo un'esistenza di comparse. Saranno dieci le persone con le quali in realtà abbiamo delle fattive convergenze. Il resto è Rumore. Non che le persone di sottofondo non abbiano importanza come individui, è che in relazione alla nostra vita queste comparse non sono rilevanti ai fini di ricordi, emozioni, lezioni. Il frastuono che genera la massa come un sibilio di fondo, ci distrae. La vita sembra un enorme luna park ,con la musica a palla, che non ti fa capire una parola di cio che dice la persona che ti accompagna perché c'è troppo rumore, allora quello per farsi capire ti fa i gesti:ho fame, sete, spostiamoci, vado qui, vado la; a segni. Similmente con i nostri compagni di vita comunichiamo a gesti. Perché il rumore di fondo è troppo, e la voce non supera il volume della musica che pompa la società. Ecco qua, come le nostre relazioni affettive, amicizie, legami di sangue sono gestite coram populo, tutto pubblicamente senza più il riserbo di una presunta privacy, esente da rumori e intromissioni. Con questo meccanismo, i giorni passano, e ci si abitua al rumore, dimenticando il piacere corroborante di una conversazione sussurrata, e non gesticolata. Gestioni in contumacia, senza la presenza di chi sceglie di stare con, senza la scelta di come comunicare, tutto casualmente, gesticolante. Scusa ma come ti chiami? Gallery

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