mercoledì 17 febbraio 2016

TE

Volo ut sis. Voglio tu sia ciò che sei. Voglio che tu conservi completa la tua interezza, tal rimarrai, così ti amerò. "Tu sia ciò che Sei". Che Sei? Chi Sei? Cosa Vuoi? Lo Sai? Cosa è rimasto della tua integrità di Bambina? Facile dire "voglio tu sia te stessa", a patto ci sia rimasta una TE da qualche parte che non abbia ceduto tutto alla necessità, al bisogno, all'urgenza, alle preoccupazioni, e alle obbligazioni delle responsabilità, della contingenza. "Amare è cogliere il TE lasciandolo essere". Può Essere? Il tuo essere accorda la Quotidianità? Va in rima con la Realtà? Dialoga con la tua impellenza? Vorresti essere aquila, ma non hai le ali. Vorresti essere regina ma non hai un regno. Vorresti essere TE, ma di te non c'è più traccia. Colpa? Necessità, adattamento, civiltà. Dicono sii te stesso. Quale te Stesso? Quello di prima, quello di ora, o quello di Dopo? Tutti sono TE, ma TE scanditi da una meridiana esatta, come il sole che passa, che si chiama adattamento. Perché solo gli adatti sono Sopravvissuti? Perché chi non si è adattato alla meridiana della metamorfisi si è estinto, quel TE, non era adatto alla vita. I TE non sono sempre quelli giusti, se l'era geologica non te lo consente ti devi adattare, evolvere, modificare, per non soccombere. Allora come far rimane il TE? E quale TE? A mio avviso il TE da salvare è quello del primo impulso, di quando eri bambina, curiosa, smaliziata, affidata alla vita senza mistificazioni. Quello che ti ha rovinato cara amica è il TE compromesso e ceduto al mondo. Amati e fatti amare per il tuo TE primitivo. Lasciato libero sarebbe sopravvissuto, messo in cattività non lo hai più trovato, è scomparso, addomesticato, plastificato, e messo in silenzio. Volo ut sis. Provaci, e se rimane un po di te che sia adatto alla sopravvivenza avrai vinto. Naomi Tolentinati

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