giovedì 2 luglio 2015

CAPIRE IL LIMITE

Ero una neonata con una targhetta sopra, un nome "strano" per 43 anni fa. Iniziamo tutti così, con una targhetta che ci porteremo fino alla fine dei nostri giorni, e tutto da scoprire. Quello che accade nel mentre è caso, volontà, arte, sentimenti, incontri, errori, scelte, compromessi; tutto e tanto altro. Dici: com'è la tua Vita? E che ne so,è questa, ingiudicata e i giudicabile, perché ognuno fa quello che può, quello che incontra, quello che vorrebbe scegliere, ma a volte non può. Niente semi dei, e neanche super eroi, siamo tutti talmente comuni, da diventare, in certi frangenti, banali. Così, dal nome che non ti scegli, vai avanti verso una serie di circostanze, che semplicemente cerchi di gestire. La gestione degli eventi è l'unica vera scelta che ci aspetta. Se pensi di potere, sei già con un piede nella fossa, speriamo di farcela, speriamo di avere una botta di culo, o una botta di lucidità vera, che è una cosa diversa dallo scegliere. Una mia amica diceva: "scelgo di non scegliere", ed in questa dichiarazione, che io credevo da perdente, poi, con gli anni, ci ho letto la vera saggezza della sua visione, e cioè la consapevolezza di sapere, che molte volte, la vita sceglie per te, ed in questa scelta in contumacia, tu dici: così sia. Questo non significa avere un atteggiamento passivo, non sarebbe nelle mie corde, ma decelerare in deliri onirici di onnipotenza, questo sì davvero. Deambulare fra volere e circostanze, potere e dovere, sogno e la realtà. A volte non c'è nulla di male nel vorrei, ma non posso, è conoscere il proprio limite, è capire la superficie della targhetta del proprio nome. È la forma di umanità che preferisco, capire il limite.

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