lunedì 23 marzo 2015

IL FU..

Ho passato la domenica leggendo. Mio figlio di fianco, a leggere il suo libro, autonomamente scelto per scuola. Ora i professori fanno scegliere il testo, ed ognuno può spaziare verso i propri interessi; Natan ovviamente ha scelto una roba sanguinosa. La mia professoressa, alla sua età, ci fece leggere: Il Fu Maria Pascal, Pirandello. Lettura notevolmente diversa, e scelta assolutamente non autonoma. Libro assegnato, ora libro scelto. Meglio prima, o ora? Certo, è bella la libertà di poter scegliere ciò che si vuol leggere, soprattutto perché leggere è faticoso, se nella fatica guerreggi anche con l'autore, tutto diventa un bagno di sudore, sino alla fine dell'ultima a pagina, ammesso di arrivarci. C'è un però, se la mia professoressa non ci avesse arbitrariamente assegnato quel libro, forse non avrei mai letto quel capolavoro di Pirandello. Letto a quell'età, è stato un libro rivelazione, il dualismo, le maschere, i temi cari a Pirandello. Certo la lanterninosofia, il principio secondo cui l'umano ha la sfortuna di avere piena coscienza di sè e della propria vita, e di conseguenza ha l'obbligo di subordinare la realtà esterna oggettiva, al suo sentimento interiore del vivere,ecco, di sicuro la complessità di questo precetto mi sarà sfuggita nella sua interezza, ma nella mente di una dodicenne quel libro mi aveva già detto tutto senza linguaggi filosofeggianti, quelli che ho imparato a fare dopo, senza la certezza che fossero migliori. Oggi si legge poco. Sembrerebbe impossibile, abbiamo tutti in mano uno Smart Phone, e di solito se non ci parli, ci leggi. Dunque non è giusto dire che non si legge, ma è la qualità di ciò che si legge ad essere scadente. Siamo bombardati da messaggi scritti, slogan, incisi, tutte frasi short, che si piantano nella testa e segnano generazioni. Ciò che manca è l'avvio più deciso verso un tipo di lettura più nutriente. Si dice basta che leggano, sarà, ma è come dire,basta che mangi, poi se campi di patatine poco importa. Se l'alimentazione deve essere equilibrata, fatta di tanti nutrienti, ed a volte certi cibi vanno forzati, forse la stessa cosa vale per la lettura. E' vero basta che leggano, ma se quello che leggono è sempre da idioti possono leggere tutta la vita e comunque avremo una generazione di idioti, che mangiano patatine, e parlano per slogan. Ci vuole sì, l'autonomia di scelta, ma secondo me, ci vuole anche una canalizzazione non invadente verso un cibo più consistente, strutturante, poco spazzatura. Ma i tempi cambiano... si mangino patatine, e Pirandello non lo vuole più nessuno. Il fu....

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