mercoledì 25 giugno 2014

Siamo in cerca di riscatto e anche il calcio ci delude. Destinati e non avere la chance giusta in questo periodo. Ci bacchettano tutti, sempre gli ultimi della classe, gli altri fanno sempre meglio. Vero o presunto è questo il messaggio. Da dove viene la voglia di riscatto? Dall'orgoglio ferito, dalla necessità di mostrare un valore che si è certi di avere, dal bisogno di alzare la testa senza sentirsi inferiori a nessuno. È un atteggiamento, e forse un atteggiamento latitante. Sembriamo tutti rassegnati, non consapevoli, forse un po vigliacchi. Per riscattarsi ci vuole un coraggio indomito, lavorare senza risparmio, avere una strategia, per non fendere l'aria. Forse siamo stanchi di dimostrare quanto voliamo, o forse davvero non voliamo quanto la presunzione. Non c'e' indignazione. Manca il morso per la reazione, sembra davvero che per condurci all'azione qualcuno ci debba addentare come un cannibale. Estremo no?! Si osserva nella quotidianità la resa alla rivincita. Il sentimento comune del non c'è la possiamo fare, è virulento. Ognuno passa dalla voglia di riscatto alla necessità di sopravvivere; gestendo e distribuendo forze e risorse, alla rivalsa rimane poco, solo l'alone dell'ideale. Seduti a guardare per terra, come quando da bambini ci scartavano per un gioco. Magari iniziare ad alzarsi dalla sedia potrebbe essere in primo passo, e chiedersi perché siamo stati scartati il secondo. L'umiltà di migliorare è la vera risorsa. L'animo è quello di mio figlio stamane:-mamma oggi voglio fare un lavoro che renderà la nostra vita più bella.- il risultato nascerà da uno spirito positivo, non di rassegnazione. Riscatto! Gallery

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