lunedì 4 agosto 2014
LUCEAN LE STELLE
Ieri ho visto la Tosca. La Tosca ha dei capi saldo senza i quali la storia perde di intensità. Quella di ieri era una di quelle che il regista ha snaturato. Ci sono cose che si possono adeguare ai tempi, sicuro, ma l'opera non è una di quelle. I veri amanti di opera vogliono vedere quello che l'artista ha messo in scena fedelmente dalla prima rappresentazione, delle interpretazioni personali di registi eccentrici, ai veri amanti, non gliene frega davvero niente. Io sostengo che se uno vuole mettere in scena una cosa diversa, riscrive da principio una storia, la musica, e gli da la piega che vuole. Manovrare quello che è considerato un capolavoro, per rappresentarne uno peggiore, a mio avviso è un delitto. La responsabilità che ha il regista è fare cultura, se ieri sera ci fosse stata una persona che avesse visto per la Prima volta Tosca, sarebbe uscita con delle informazioni sbagliate. Mala informazione. È giusto? Non credo. La cultura deve essere fedele, precisa, meticolosa, accurata, altrimenti diventa cabaret, che nulla ha a che fare con il sapere. Qualcuno penserà che non sono di ampie vedute, forse, ma davvero certe licenze non le gradisco, soprattutto quando non riflettono lo spirito dell'opera e quando con esse l'opera presenta delle lacune, o delle inesattezze. Per fortuna non mi hanno cambiato "le recondite armonie"..e ancora "lucean le stelle"..arte indefessa, che sopravvive a tutto, idee strampalate comprese.
venerdì 1 agosto 2014
SOUPLESSE
Oggi mi sono alzata con la testa vuota. Guardo lo schermo, e la testa che prova a mettere in fila due pensieri. No, non ci sono, non ancora ispirati dalla brezza del mattino, o nessun vento che stamani abbia increspato le mie onde cerebrali. Un pensiero nasce da una visione, un ascolto, una lettura, un ricordo. Tutto materiale adatto affinché ci si possa ragionare sopra, e trarne sensazioni, conclusioni, lezioni. Si chiamano:Stimoli. Quanti più ne hai, ne cerchi, tanto più la tua testa viaggerà a ritmi incessanti. È una questione di souplesse, elasticità, flessibilità, agilità mentale, e di spirito, facoltà che rende trasversali, brillanti, attenti. Qualcuno lo è ad intermittenza, qualche altro sempre, qualcun'altro mai. È semplice allenamento, palestra per la materia grigia. Se ascolti Mozart invece che Shakira, e leggi Shakespeare invece che Sparks, la testa manderà impulsi, riflessioni, sensazioni, lessici, diversi, nessuno sbagliato ma: diverso. Come andare in piscina, fare un giretto in vasca ed uscire, o fare sessanta vasche e sudato dire: basta. È movimento comunque, ma nella diversità dell'attività si sortiscono risultati diversi. Ognuno trae profitto di pari passo all'impegno profuso, contenuto o meno. La testa pensa asseconda di quanto la impegni, e come la impegni. Tutti con le stesse potenzialità, stessi strumenti, solo la diversa voglia avvalersene. Souplesse, ecco mi è venuto il pensiero del giorno: mente e spirito agili.
Galleria
giovedì 31 luglio 2014
SCECIALIZZAZIONE ESAURITA
L'età ti fornisce una moneta che non baratti più neanche con la giovinezza: l'esperienza.
Negli gli anni, le situazioni vissute, le esperienze, i rapporti interpersonali, i viaggi, il lavoro, ti fanno accumulare quel bagaglio tagliato perfettamente addosso a te, da cui rusilta la tua filosofia di vita. Tutto ciò che è stato fatto, volenti o nolenti, lascia traccia, lascia sedimenti, e il cumulo di sedimenti che abbiamo dentro, indica quante tempeste, o quante stagioni diverse abbiamo vissuto. Se da adulto sei un piccolo rio, qualcosa nella tua vita è andato storto. L'esperienza dunque, è il cumulo dei nostri sedimenti affettivi, emotivi, professionali, la traccia di ciò che è stato, e la testimonianza del perché è cambiato, a patto che lo sia. Il fascino di scavare come fa lo speleologo sui resti, e fare congetture, e studiarci sopra altro non è che la conoscenza di altri. Se per conoscere qualcuno ti fermi al suo contenitore, invece di guardare dentro al contenuto, rischi seriamente di perdere ere geologiche, e miracoli naturali umani, che fanno di una persona un monumento. Si rischia di perdere il fascino che emana dal fondo dei giacimenti l'esperienza. Sollucchetati da belle scatole con nastrini, cuoricini, e carte luccicanti ci dimentichiamo il contenuto, come quando qualcuno riceve un cadeau e dice:non lo aprirei talmente bello il confezionamento. Strategie di marketing, strategie di vita, rimanere in superficie e lasciare il lavoro duro agli speleologi di anime. Specializzazione esaurita, chiusi per mancanza di risorse umane.
A domani!
mercoledì 30 luglio 2014
CHIEDO
Trenta domande per voi, le cui risposte potete condividere, o tenervi strette, strette, dentro.
Buon divertimento!
Intervistati
1 un animale?
2 una città?
3 un odore?
4 un difetto?
5 un sentimento?
6 la vita in una parola?
7 un motto?
8 un incubo?
9 un quadro?
10..ridi per..
11..piangi per..
12 un oggetto?
13 non hai mai capito..
14 cos'è la libertà?
15 chi stimi?
16 un pregiudizio?
17 uno dei 10 comandamenti..
18 una delle 7 meraviglie del mondo antico..
19 Leonardo o Michelangelo?
20 una forma geometrica?
21 una parola?
22 una paura?
23 matita o penna?
24 una schiavitù?
25 una legge?
26 un ruolo?
27 una proiezione?
28 una connessione?
29 una convergenza?
30..qnd ti specchi pensi..
martedì 29 luglio 2014
NON È BONI
"La virtù riguarda ciò che facciamo, e l'onore il modo in cui lo facciamo." Penso; a parte il ciclo desueto che hanno questi due termini, il concetto è senza fraintendimenti. La virtù nasce da cosa sei dentro, l'onore è la manifestazione della virtù integra. Cambiamo discorso? Si credo sia meglio parlare della Concordia, che finalmente è arrivata, senza virtù e senza onore. Ci sono dei momenti in cui credo che parlare di concetti tanto alti non serva neanche più. Come li vogliamo applicare? Che appronto elementare vorremmo dare a concetti i cui profili sono ormai una specie di fossile, del quale puoi capire l'impronta, ma non stringerne il soggetto, perché estinto? Ci sono virtu che rimangono nella camera oscura della nostra mente, come negativi andati a male, un enorme magazzino sommerso dalle acque. Tutte immagini compromesse. Che cosa vogliamo salvare? Ci può salvare solo un nuovo linguaggio, una morale de noatri; facendo cadere definitivamente certi capi saldo della nostra etica, e sdoganando come fondamentali, cose più semplici, alla nostra portata, come per esempio tirare su la nave da crociera. Mia nonna quando guardava uno incapace diceva: -non è bono. A dire non adatto a fare, a dire, non abile. Povera nonna, se ci avesse visti ora, avrebbe sgranato gli occhi, col suo fare giusto, che ti faceva sentire in colpa per tanto spirito coerente, e ci avrebbe definiti:non boni. Virtù? Onore? No, non è boni. (Ovviamente detto alla marchigiana)
Galleria
lunedì 28 luglio 2014
ARTE CHE VINCE SUL TEMPO
Il buon pittore deve dipingere soprattutto due cose, l'uomo e le idee nella mente dell'uomo. Leonardo. Come si dipingono le idee? Io faccio difficoltà anche con un pupazzetto stilizzato, immaginarsi la sofisticazione dell'uomo, e di ciò che pensa. Leonardo, altro non dice che l'arte, è la capacità di trasfigurare stati emotivi, che possono essere colti come una istantanea, su una tela. Fare una foto è un attimo. Dipingere è tempo. Mantenere il tema, mantenere fedele la sensazione che alla fine deve risultare dal quadro, è concentrazione. Un enorme lavoro di concentrazione. Io non lo so come si faccia a dipingere le idee dell'uomo, come si produce il tratto di un pensiero, ma so riconoscerlo quando lo vedo. Leonardo non a caso dice che, il bravo pittore sa fare questo. Io sono ignorante e non capisco tutta la pittura, anzi diciamo che la capisco in modo molto limitato, come me credo tantissimi, ma quando guardo un bel quadro, un capolavoro, so cogliere l'idea che nasce nella mente di quell'uomo. Per riuscire a riprodurre sentimenti, sensazioni, ed idee, il pittore deve avere una capacità sovrannaturale, la sensibilità. Un pittore insensibile fotografa la realtà, il vero artista la interpreta, usando la sua chiave di lettura, che diventa la cifra stilistica. Così nasce lo stile e la corrente pittorica, dalla sensibilità spiccata di alcuni geni, capaci di leggere la realtà a modo loro, e di riuscire a trasferire idee vive, su tela immobile. Arte che vince sul tempo.
domenica 27 luglio 2014
SE SEI SCEMO:SALLO
Mi costruisco un gineceo, fuori gli uomini. Fulminati solo se ci mettono il naso. Credo proprio di non avere un emisfero cerebrale calibrato per capirli. Colpa mia, allora meglio non comunicarci mettendo una bella cortina. Io sono prepotente, Mea culpa, e pure un po' testona, ma non mi si dica che non capisco persone e situazioni , perché davvero mi incazzo, sì sono anche incazzosa. Mi accaloro per passioni, affetti, lavoro, sono di pancia e sento tutto amplificato, vibro come una corda. Non posso andare d'accordo con gli uomini, loro funzionano a tasti, tasto lavoro, tasto sport, tasto moglie, tasto amante..Distratti cronici, rompiballe di sciocchezze, ti rinfacciano tutto, si ricordano solo tre cose che hai detto in un momento di provocazione. "Tu mi hai detto.." e intanto pensi a che cavolo la tua bocca si è data licenza, e ti titano fuori una roba che magari, forsr, hai pronunciato anni prima, e in contesto stravolto. Ho la memoria di Dory, non riconosco mai le dichiarazione come mie. Invece di scremare, capire situazioni e motivi, te le ripropongono, come i peperoni, ad ogni situazione franosa; vigliacchi. E poi anche fosse? Anche se aveste fatto questo immane affronto di spiaccicargli una sana verita sulla faccia, quale sarebbe il problema? L'offesa? Il saggio dice che l'offendersi, è ciò riposa nel seno degli stupidi. Se sei scemo:sallo! ! Ricordano solo quello che ha toccato il tasto EGO. Io Tarzan tu..no.. Ma andate..a buttarvi sulla liana, e senza fare tanto rumore fra l'altro.
Non vibrano nella corda, saltano sulle liane, ma vi rendete cinto?! Reagiscono al tasto, non al tocco. Musiche diverse, foreste diverse.
Però tu mi hai detto..che non sono Tarzan..per fortuna!!!
venerdì 25 luglio 2014
Gente pigra
Dice Pico Della Mirandola:
Ne celeste, ne terreno. L'individuo è privo delle caratteristiche degli altri esseri viventi, può SCEGLIERE di abbassarsi o di elevarsi, è ARTEFICE del suo destino.-
Visione possibilista della vita. Scegliere. Un verbo attivo, agire con libertà fra diverse possibilità, facendo considerazioni e valutazioni versate sulla propria esistenza. Artefice è colui che crea del nulla, con la sua arte. Quindi la vita è l'arte di scegliere. Non siamo nati animali programmati, non abbiamo comportamenti di specie, anche se a volte ci comportiamo come tali, una pessima specie, non abbiamo letarghi programmati, e migrazioni stagionali. Siamo quelli fra cielo e terra, che Sì, hanno bisogno di mangiare per stare in piedi (parte terrena), ma sì, possono formare pensieri alti (parte celeste), sopraffini, sentimenti nobili, parole in calce. Se di tanto materiale siamo fatti, come si può pensare che ci sia un preordine che ci impedisca di usare tanta capacità? Il destino è la materia dei pigri, o dei codardi, di coloro che non hanno il coraggio di prendere su di sé nessuna responsabilità del vivere. Atteggiamento da animale programmato. Ne' celeste, né terreno, siamo di una sorte a parte, sospesi fra li e là, spesso incapaci di gestire tanta libertà, tante possibilità. Scegliere di essere colto, di essere buono, di essere giusto, di essere soldato di un ideale, o scegliere di non voler essere nulla, e farsi portare dalla corrente degli eventi che chiamerà: destino. Destino è la dichiarazione di incapacità, se la vita è l'arte di scegliere il destino è abiura al libero arbitrio, comodità, astensione alla responsabilità. Scelgo di non scegliere.
Gente pigra, quanto spreco.
Iscriviti a:
Post (Atom)



















































