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La cialtroneria

sabato 28 luglio 2012

STILE!

Sono una difficile. Mi piacciono tante cose, ma belle.
Detesto ciò che non ha personalità, tutto quello che è anonimo mi annoia. Mi piacciono le donne ben vestite, attente ai dettagli… di conseguenza me ne piacciono poche.
Quando parlo con le donne in generale di stile, subito per rifugiarsi dietro ad una scusa iniziano a dire…”e ma io non ho tempo di stare dietro a queste cose, ho due figlia la casa”. (io ne ho tre di figli piccoli, la casa, il marito e compagnia cantante)..poi mi dicono,” e ma ci vogliono troppi soldi per vestirsi bene, noi abbiamo solo due stipendi..”(io ho solo quello di mio compagno), poi alla fine capitolano dicendo: ma io non mi sento di portare certe cose, sono troppo difficili.
Ecco questo è il problema, alcune donne a forza di jeans si sono disabituate ad indossare capi che richiedono un minimo in più di attenzione, la conseguenza e che si vestono tutte uguali. Che tristezza. In pratica care signore il denim ci ha impigrite. Metti un jeans e una maglia ed hai fatto, non serve pensare. Per combinare invece un completo, devi sapere che effetto vuoi sortire, e lavorarci cinque minuti del tuo prezioso tempo. Non mi giro mai a guardare una donna che porta un jeans, non mi aspetto nulla di nuovo, ma osservo sempre una donna che porta un abito, una gonna, una tailleur, perché lì penso ci sia qualcosa di nuovo da cogliere.
L’attenzione per i dettagli, l’accessorio, sono fondamentali per ottenere un effetto PERSONALE. Non discuto se lo stile mi piace o no, basta che ci sia una propria cifra identificativa!
Un cappello, un colletto, una scarpa wow, una spilla, un anello, insomma ci sono tanti spunti per personalizzare un outfit e di conseguenza una giornata.
Date sfogo alla vostra fantasia!!!!
Mandatemi le foto dei vostri outfit sulla mia pagina FB, sarà bello vederle insieme!!!










A LUNEDI’!

venerdì 27 luglio 2012

DELUSIONE

“Mi ha fatto cadere le braccia”, quante volte avete pronunciato questa espressione?Di solito è la conseguenza di un atteggiamento che non ci aspettavamo e che ci lascia stupiti, esterrefatti. Quando qualcuno si comporta in un modo che non gli avremmo mai attribuito o pensato, rimaniamo prima stupiti, poi delusi. La delusione. La delusione è legata di solito al perbenismo, ed è  un sentimento che prima o poi tutti proveremo rispetto a qualcuno, perché a tutti prima o poi capita di non comportarsi  all’altezza delle aspettative, cioè “di quello che si deve fare”.  Ciò che tu immagini una persona non potrebbe mai fare, dire, pensare, perché ne hai una stima quasi cieca, ecco quella persona, sarà proprio colei che prima o poi ti farà cadere le braccia, perché assumerà un atteggiamento o esprimerà un’opinione che mai avresti immaginato la sua mente partorisse. La convenzione del  perbenismo che le attribuiamo, viene meno e ci si sente smarriti. “ma come ?da lui non me lo sarei mai aspettato” caduta di un mito e della sua gloria. Il problema non è della persona che si è comportata male, il problema è nostro che ci aspettiamo troppo, considerando poi che i primi che spesso deludiamo,(senza ammetterlo) siamo noi stessi,  come si può pretendere che gli altri siano sempre ligi ad un atteggiamento puntellato sulle convenzioni, quando sappiamo bene per esperienza che non si riesce umanamente a fare TUTTO BENE? Speriamo sempre che gli altri siano meglio, anche di noi, affinchè,  presi  a modello, reggano  confronti che ci concedano di tenerli sempre come esempio, abbiamo bisogno  di un punto di riferimento per perseguire un fine, se il punto di riferimento cade: addio, smarrimento, destabilizzazione.  Una separazione, un cambiamento di lavoro, uno screzio per una discussione, una presa di posizione, una frode, tutti motivi che concorrono a farci perdere la stima basata sui nostri valori. Ecco, allora la delusione dipende da cosa ti aspetti tu dall’altro, senza pensare che l’altro potrebbe non condividere i tuoi stessi valori; se per me una che prende una posizione è una persona forte, per te potrebbe essere una che vuole rompere un equilibrio, se per te una che si separa potrebbe avere un coraggio da leone, per un altro chi si separa per qualunque motivo è solo uno sfascia famiglie, se per Caio lottare per una causa che a lui sta a cuore è fondamentale, per Sempronio si copre di ridicolo. Punti di vista. La delusione è il fumo e l’odore di bruciato che rimangono  di un grosso incendio che ha distrutto quello che noi reputavamo “così bello”… anche se fosse stato un capanno di caccia. I matrimoni non sono tutti belli se qualcuno decide di risolverlo con un divorzio non è matto,  “ma erano così belli insieme”, ma la realtà è sempre diversa dalle apparenze, dunque?  A mio avviso l’asticina delle aspettative va abbassata a misura d’uomo, il salto che tutti in qualche modo dobbiamo compiere non può essere fatto di altezze inafferrabili. Certo da ognuno ci si aspetta il meglio, da se stessi in primis, ma quando c’è una caduta scandalizzarsi non serve proprio a nulla, perché la nostra di caduta potrebbe essere sempre peggiore, e non è bello,dopo che ti sei fatto tanto, tanto male , che si formi attorno a te un capannello di gente che invece di aiutarti a tirarti su..si faccia cadere le braccia …





A DOMANI!!!



giovedì 26 luglio 2012

PROIEZIONI D'AMORE

Oggi vi parlo d’amore …. discorso  complicato vero?
Soprattutto se trattato in poche righe, l’esigenza mi viene dalla mia lettura, ho riletto “Madame Bovary” ,un portento di libro, che fa pensare come il bisogno  dell’amore portato all’esasperazione,  sia radicato in ognuno di noi e quanto siamo disposti a rischiare pur di anelare al sommo sentimento.  Le conversazioni con suo marito erano piatte come un marciapiede, citando, Flaubert, quindi lei che vuole amare di un sentimento travolgente, un amore che tocca le corde dell’anima, cede a storie adulterine, sconvenevoli per i tempi, ma necessarie alla sua anima.  Cercando l’amore,  cercava ovunque qualcuno che potesse  rispondere al medesimo desiderio, al suo sogno, alle sue passioni da romanzo. Iniziano così, le  vicissitudini di Emma, le sue storie, i suoi tradimenti e i suoi dolori. Voleva l’amore,  non facendo i conti con il fatto che l’amore dura il tempo di una passione, poi svanisce perché fa posto ad altro, se il sentimento è vero, altrimenti termina ogni cosa, in una grossa bolla di sapone. Lo sbaglio che facciamo noi donne è quello di avere in mente il tipo d’amore che vogliamo vivere (studiato a tavolino come una strategia) proiettandolo sul’uomo che ci è capitato sul selciato, è come se fossimo delle cineprese umane con un film in programmazione, il nostro preferito,  e l’uomo fosse il muro bianco, noi proiettiamo contro la parete  la pellicola con tutti gli ingredienti che sappiamo possano farci vivere una storia d’amore da romanzo, ma poi quando la programmazione  finisce, perché prima o poi finisce, e le luci si riaccendono, ecco cosa ci troviamo davanti: il muro, bianco, un uomo che non riconosciamo tanto intente eravamo a pensarlo come una proiezione della nostra testa.  L’uomo su cui abbiamo svolto la pellicola, tutta questa storia scritta e sceneggiata da noi, lo scopriamo non interagire con il film, ma essere lì passivo ad aspettare un’altra proiezione. Abbiamo fatto tutto da sole all’insaputa perfino del co-protagonista- Quando una storia d’amore è la proiezione di quello che una donna spera , ci si sveglia come Emma, deluse nelle aspettative e nel sentimento che non si può ridestare perché il film è finito e l’uomo non è quello che ci si aspettava, almeno rispetto alla propria anima. Così credo si riassumano  la fine di tante storie d’amore che sono iniziate come un amore epocale, per poi finire come una storia banale. Si, il film bisogna scriverlo insieme, facendo i conti con la persona che ci è toccata, non gli si può attribuire una parte che non gli confà, come un buon regista non darebbe mai un ruolo ad un attore non adatto, anche noi non possiamo sperare di far recitare un amore che non è capace di vivere, a qualcuno che non ne conosce neanche le battute … quindi spesso la colpa è nostra nei nostri errori di valutazione. Speriamo in un uomo romantico e magari lui è cinico. Speriamo che ci faccia delle sorprese quando lui è un metodico. Speriamo nella generosità di sentimenti quando lui è avaro. Non ci sta, non può essere,dobbiamo capire che il film non può essere programmato per nostro volere senza interagire con l’altra parte.  La storia si fa in due … seguendo le reciproche inclinazioni. È così che ci evitiamo un sacco di dolori e delusioni, evitando di fare la fine di Emma.




A DOMANI!

mercoledì 25 luglio 2012

IL MALE DELLE DONNE? L'INVIDIA!

Buon giorno!!!!!
Come state?? Come vi sentite??? La vostra giornata sta andando come speravate??
Oggi dopo la mia solita ora di lettura appena alzata, mi sono subito attivata per uscire, io sono una che al mattino ha tempi abbastanza lunghi, ma oggi avevo delle commissioni da sbrigare e mi sono data una mossa.
Ho messo uno dei miei abiti preferiti, una tunica semplicissima di seta verde smeraldo di Adele Fado, che avrà dieci anni, ma che a me piace sempre tanto.
Comunque, esco ed inizio il mio giro di commissioni, fra spedire in giro per l’Italia dei miei libri, passare da una mia amica per accordarci su una presentazione, spesa, caffè e solite cose.
In tutto questo mio girare, ho incontrato un sacco di gente,strano, ma visto che nel mio paese l’unica settimana dove incontri un numero sostenuto di persone è in questo periodo perchè siamo in una località di mare, i conti portano.
Io non mi curo di niente quando sono in giro, cioè se ho da fare vado e non mi rendo conto di chi mi sta intorno, sono una specie di ruspa vado e passo, ma oggi mi sono accorta che il mio vestito verde ha attirato l’attenzione di diverse donne.
Quando mi sento osservata, lo dico anche nel mio libro, sorrido sperando che la tipa/o smetta. Di solito funziona, ma con certe donne particolarmente tenaci non c’è verso, finchè non ti hanno radiografato come farebbe un apparecchio a raggi x, così da capire che vestito porti, che scarpe ci hai messo, che anello è quello che metti all’anulare, e come ti sei legata i capelli, non ti mollano. Tanto che a volte vorresti avvicinarle e fare tu la presentazione del tuo outfit così almeno non interpretano da sole una cosa per un’altra, o meglio non vanno via con il cruccio di sapere di chi era l’abito che portavi, il qual dubbio le potrebbe disturbare tutto il giorno.
Si le donne a volte sono tremende. Ti guardano, cirlano con l’amica, poi ti riguardano ti ristudiano, e ricommentano, e finchè non hanno esaurito tutte le loro curiosità tu sarai il bersaglio della loro chiacchiera. Io che ho dei capelli lunghissimi esordisco sempre con un: non porto le extension! Mi guardano strano, ma almeno sanno già che a una domanda è già stata data la risposta… ti studiano da lontano: se hai la cellulite, se hai la pancia, se il tuo collo regge e se le tue gambe sono a prova di gonna, qualcuna riesce a vedere anche le smagliature che hai sul seno e che non hai il coraggio di far vedere neanche a tuo marito, pensate che ecografe in gamba sono. (ovviamente gongolano ad ogni risultato) Con tutti questi check-up potete essere sicure del vostro stato di salute e chiedere anche la busta con le risposte senza andare dal medico…fortune da donna.
Ovviamente avete sempre qualcosa di rifatto, ci mancherebbe che non dicono che vi siete rifatte: la ruga, il seno, il naso, magari voi non sapete neanche dell’esistenza di un chirurgo estetico in paese, ma loro via hanno già annoverato fra le sue pazienti.
Non serve che tua sia più bella di lei, basta solo che lei sia convinta che tu hai solo una cosa meglio della sua e non avrai scampo!!!!
Le donne sono invidiose di tutto: della tua borsa, del tuo corpo, della tua bocca, delle tue gambe, del tuo anello di fidanzamento. Insomma non esiste donna che non abbia in sé qualcosa da invidiare e che non sia bersaglio di discussione. Magari hai solo quello, ma te lo fanno pagare talmente caro da non fartelo neanche godere.
E si ragazze ci sono donne proprio così…ma voi che siete donne diverse, ricordate: sorridete e fate finta che…tutto va ben… e mi raccomando passate a prendere le risposte delle radiografie domani..con quello che costa la sanità quello sono GRATIS!!!!







A domani!!!E...VIVA LE DONNE!!!

martedì 24 luglio 2012

ROSSO REGALE

Se fossi nata nel mondo delle favole sarei nata in una favola piena di principesse, con il mondo rosa e senza i cattivi.
Non sopporto neanche i colpi di scena, per poi finire con il solito e vissero tutti felici e contenti…della serie iniziamo dalla fine!
Questo mondo incantato, dove mi piacerebbe tanto vivere, è un po’ il mondo che presentano le ragazze di Rosso Regale, un mondo fantastico, surreale ma speciale, coinvolgente.
Rosso Regale è un’azienda che fa life style per la casa e non solo. Dicono che il loro intento è quello di progettare oggetti che in qualche modo possano prendere vita. In effetti la protagonista delle collezione è una dolce e stilosa ragazza di nome Vivì, che fa sognare ed auspicare il mondo in cui ogni donna vorrebbe soggiornare, un mondo cristallizzato nel bello, appunto da principesse, perché se nella vita non ci metti tanta magia non vale neanche la pena viverla..
La collezione comprende porcellane dipinte per prendere un buon tè con le amiche, e tanti complementi di arredo tutti da osservare, ammirare, contemplare, desiderare, che rendono la vostra casa accogliente. Questo ve lo posso garantire perché avendo diversi pezzi a casa di Rosso Regale, guardandoli non potete non essere trasportate verso il mondo fantastico che le ispiratrici hanno pensato per voi..
Il blog nato come figlio di questa principessa, è Chez Vivì, un blog pieno di bellissime immagini tratte dal mondo della protagonista della collezione, con tante curiosità fra cui passeggiare, proprio come una simbolica scoperta verso un mondo incantato. Quella di Rosso Regale sembra davvero essere un’officina di idee, uno spazio dove le donne che amano il bello e che hanno quella sensibilità verso una filosofia romantica e coinvolgente di vita, si possono dare appuntamento, e condividere, un sogno. Il sogno di vivere come Vivì una vita magica… perchè TUTTA la favola, la vogliamo TUTTE!!!!






http://www.rossoregale.com/

A DOMANI!!!

lunedì 23 luglio 2012

POPSOPHIA

Ieri sono stata ad un evento che organizza il mio territorio a Citanova Marche, infatti sono un po’ di anni che si organizza una manifestazione interessante: Popsophia, il Festival del Contemporaneo. La definizione o fine del festival è quella che si trova nel sito ufficiale che recita:
“POPSOPHIA è un’associazione culturale con durata illimitata di promozione sociale, senza fini di lucro e con esclusione di ogni interesse ideologico, politico, professionale e commerciale, fra appassionati di arte, musica e cultura.
Gli scopi sono quelli di favorire “la filosofia che indaga il ‘pop’ ed il ‘pop’ che racconta la filosofia” e di valorizzare le forme del pensiero attraverso la libera circolazione delle idee e la diffusione della filosofia, e delle arti in genere.”
Tutti gli appuntamenti infatti, sono incentrati sull’arte, e sulle sue declinazioni: fotografia, pittura, scrittura. Ogni forma di creazione che si possa contemplare, o leggere, o ascoltare è una forma artistica da prendere in considerazione, da far conoscere. Questo fine rende la manifestazione estremamente interessante.
C’eravamo anche noi, con la mia casa Editrice la Comunication Project ed il mio libro ovviamente.
Ora devo fare una riflessione che mi è venuta a galla, mentre vivevo la serata in compagnia di due mie amiche che mi hanno accompagnato, e che come una palla nell’acqua mi torna su ostinata: non è una sorpresa che la gente non apprezzi l’arte. Già la maggior parte delle persone non presta grande attenzione ad eventi culturali perché i fruitori della cultura sono di solito dei grandi snob. Come dice Proust non si più dir loro che lo sono perché non vogliono sentirlo: che lo si dica lontano da loro ed in contumacia.
Si, ora solleverò un polverone lo so, ma quelli che si definiscono intellettuali sono degli snob. Innanzi tutto la definizione di intellettuale è una definizione priva di punti appoggio, chi è un intellettuale? Uno che legge? Uno che pensa? Uno che osserva? Uno che gira per musei? Tutto? Niente?
Ma tutti pensiamo, tutti leggiamo, tutti osserviamo, tutti ascoltiamo e ci formiamo un’idea rispetto ad un qualsiasi argomento. Cogito ergo sum.
Questo non ci autorizza a darci arie o borie dovute all’ostentazione di presunte superiorità culturali o intellettive, però.
Il circolo di quelli che si definiscono intellettuali è autoreferenziale, si isolano in “club” frequentati solo da soci autorizzati, che alimentano plausi legittimati dall’appartenenza all’associazione.
Una specie di moderni giudei che non si mischiano con i gentili per paura di contagio.
Ti guardano con sdegno, evidente dai loro sguardi, non avendo idea di chi tu sia, ma comunque non facente parte della razza eletta quindi, indegno di riguardo.
Poi con gli intellettuali, non puoi scherzare sulla cultura, non puoi prendere per i fondelli nessuno, tutti santificati, quindi “scherza coi fanti e lascia stare i santi”…usando celebri parole, se scherzi con qualsiasi cosa, ti dicono che sei ignorante perché non sai..non comprendono che anche l’artista è umano e può aver fatto una cosa che non gli è venuta così bene. Macchè “l’arte” non si critica, sennò ti battezzano come ignorante.
Allora la gente si stufa di essere guardata dall’alto in basso e di essere giudicata con un parametro non convenzionale, perché elitario.
Lo dirò fino alla morte: l’arte è universale, se ti trovi di fronte ad una vera opera d’arte te ne accorgi…sia che tu abbia fatto  l’università o che stai facendo la prima elementare, perché il vero artista trasmette cose straordinarie in contesti ordinari, per il resto se un’opera  deve essere spiegata, rispiegata, illustrata, non è arte universale, è un’opera destinata a qualcuno…che dietro suggerimento comprende…ma l’immediatezza è vanificata, fugato il messaggio, persa l’arte.
Anche se qualcuno vi guarda dall’alto in basso non vi fate intimorire, non sentitevi inferiori a nessuno solo perché sa una nozione in più su un quadro, o ha letto un libro in più di voi.
L’arte è universale, comprensibile a menti umili, recettive ed intelligenti…alla portata di tutti, i circoli non c’entrano nulla.
Andate tutti a Popsophia venite a trovarmi e imparate a sentire l’arte con i vostri sensi!!!








A DOMANI!

domenica 22 luglio 2012

UNA CASUALE GEOMETRIA

La misurazione dei giorni che ci toccano da vivere è simile ad un segmento la cui geometria non ha regole, non ha teoremi e non ha dati su cui basare il conteggio volumetrico o perimetrale. Nessun riferimento, perché il segmento prende la forma che vuole arbitrariamente e nel momento in cui decide di manifestarsi. Infondo il venire al mondo non è altro che l’inizio di questo tratto enigmatico, di cui qualcuno ci lascia il testimone prima, per poi a nostra volta cederlo di nuovo a terzi, in una porzione di tempo, in un momento qualsiasi. Che la si  chiami procreazione, o continuo della specie, un fatto è certo: non puoi decidere chi mettere al mondo e neanche quando venire al mondo, l’esistenza accade “in medias res”. L’evento straordinario si consuma in un momento, la rivelazione del nuovo avviene in un contesto vecchio, dove ogni cosa continua esattamente incurante dell’accaduto,e dove tutto risponde a degli stimoli preordinati, come la stessa nascita.
Il tratto, il puntino, inizia a tracciare una linea avvinghiata, avvolta, retta, convessa, comunque una traccia che involontaria segna un percorso; un’esistenza, che non si può ne ritardare, ne anticipare, viene quando vuole e occupa la porzione di tempo che vuole, instaurando nonostante tutto, una rete di relazioni così vasta e capillare da riuscire ad ottenere la corrispondenza con la vita di tanti altri segmenti confusi esattamente come il primitivo. Un’inestricabile complessità, governa figure intellegibili, dove ognuno cerca IL teorema per risolvere la sua equazione, ad anche quella di chi crea intersezioni, con risultati a volte frustranti.
Il tratto è a volte incerto, a volte fa digressioni, altre volte  progressi rapidi, ma è sempre dettato dalla spinta di una casuale geometria, perché la vita è legata al caso, ed ogni caso è a sé, anche se tutto scorre incurante, indolente, dissolvente senza forma e regola. Una matematica arbitraria che non ha corrispondenza col vero, con l’esatto, con la relatività dell’esistenza.
Una burla infinita!

sabato 21 luglio 2012

UNA MATERIA SPECIALE

La prima volta che ho preso in braccio mio figlio mi sono accorta che un sentimento, un atto, un momento, generano la materia, ma non una qualsiasi, una speciale, il cui contatto fa nascere una sensazione, una relazione, ed un legame indissolubile. Non è un legno, una seta, un vetro, è un materiale diverso: è la materia della vita, dell’immortalità, la materia della coscienza, e dell’appartenenza.
Una soluzione unica di miscele miracolose che danno origine all’essere.
Un essere che ti fa crescere, preoccupare, imprecare, ma senza il quale non avresti la testimonianza che la vita è davvero un ciclo fatto di materia che si rinnova, che quegli atomi vuoti sono pieni di energia, di amore, di ragioni e sentimenti.
Una materia divina..prestata agli umani..
 A DOMANI!

venerdì 20 luglio 2012

LE MARCHE

Io vivo in una di quelle regioni italiane che tipicizzano il territorio nazionale con le caratteristiche geofisiche presenti nel nostro amato paese: la montagna, la collina, il mare.
Nelle Marche c’è tutto questo, e molto altro, nonostante siano un po’ snobbate, perchè si pensa che il meglio sia sempre  altrove, io vi posso assicurare che la mia terra è meravigliosa.
Ovunque andiate troverete la storia: moltissimi sono i borghi medievali. La spiaggia: è bellissima e pulita, nei limiti di località balneari dove convivono industrie e natura.
E poi.. le campagne, il nostro fiore all’occhiello, ci sono campagne meravigliose, verdi, ben curate, adagiate su un territorio che sembra davvero prendersi estrema cura di loro, fino a cullarle.
Se vi piace la natura le Marche sono una vacanza splendida. La Regione non mi paga per questa arringa(non pensateci proprio), lo faccio per amore della mia terra, di cui sono innamorata come una giovinetta del suo moroso. Pensate che il primo concorso letterario che ho vinto alla veneranda età di otto anni alle elementari, l’ho vinto con un tema dedicato alla nostra campagna, e le prime poesie che ho scritto, sono nate guardandomi intorno. Se Leopardi ha trovato tanto da dire, ci sarà stato un perché..a parte il borgo selvaggio che non comprendeva la sua arte, la sua terra l’ha comunque ispirato. Basti pensare alle sue più celebri poesie dove capeggiano imperanti elementi e spunti della natura.
Oggi facendomi un giro, appunto in campagna, ho visitato un nuovo resort che è praticamente sotto casa mia, mi è piaciuto molto, hanno rispettato la tradizione dei contadini, io odio la gente che vuole portare modi e mode di città nella campagna. Ognuno ha la sua tradizione da rispettare, ed onorare. Comunque in questo Residence, c’è una piazzetta unica, dove impera potente, possente, regale, una quercia centenaria. Tutto il complesso è stato realizzato tenendo conto di lei e della sua bellezza. Sotto la sua ombra sono state poste in modo circolare, per tutto il suo perimetro, tante panchine dove: leggere, pensare, parlare, stare in silenzio, dormire.  Perché la vacanza che ristora è quella che ti isola dalla routine e ti rimette in connessione con l’Io disperso dalle distrazioni.
Venite nelle Marche!!! Venite a trovarmi, ci prenderemo un caffè sotto ad una delle tante querce!!!





A DOMANI!!! 

giovedì 19 luglio 2012

APPARENZA

Ma quante fascine avrà messo su l’apprendista nuovo del Padreterno? Con questi riscaldamenti a tutto rischiamo di liquefarci. Secondo me ha un problema di taratura con il termostato, è nuovo il bottegaio, e non ha il manico sensibile fra troppo e troppo poco. L’altro giorno morivo di freddo, oggi non respiro, boccheggio, quando è così caldo non mi funziona neanche la testa. Cerca nei meandri delle pieghe una qualche informazione da usare e sviluppare ma non ce la fa. Mi devo arrendere alla pigrizia oggi. Ma siccome non vi posso lasciare così senza aver detto nulla, vi metto un passaggio meraviglioso di Proust tratto da “La Parte di Swann”.
“ma, anche considerando la cose più insignificanti della vita, noi non siamo che un insieme materialmente costruito, identico per tutti, e da ciascuno non ha che da prendere visione come un capitolato d’appalto di testamento; la nostra personalità sociale è una creazione del pensiero altrui. Anche l’atto così elementare che chiamiamo:”vedere una persona che conosciamo”, è in parte, un atto intellettuale. Riempiamo l’apparenza fisica dell’essere che vediamo con tutte le nozioni che possediamo sul suo conto, e nell’immagine totale che ci rappresentiamo, queste nozioni hanno certamente la parte più considerevole.”
In pratica siamo schiavi delle apparenze!



 A domani!